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Se la scuola diventa un problema: il bambino iperattivo PDF  | Stampa |
Scuola - Scuola e bambini

Il bambino con disturbo dell’attenzione e iperattività si distingue dal bambino “un po’ troppo vivace e agitato” per una irrequietezza motoria che lo porta a vivere uno stato di agitazione ed eccitazione costante e una significativa difficoltà nel prestare e mantenere l’attenzione durante l’esecuzione di un compito o di un’attività.

Il bambino iperattivo, infatti, sembra essere sempre in movimento, come se fosse dotato di un’energia inesauribile che lo porta a non stare mai fermo, a correre da una parte all’altra e a fare anche fatica ad addormentarsi. Il bimbo iperattivo è quello che in famiglia si addormenta per ultimo, ma si sveglia per primo già attivo e in movimento, a differenza degli altri bimbi che necessitano di più tempo per risvegliarsi.

Questa irrequietezza non permette al bimbo iperattivo di mantenere l’interesse e l’attenzione per più di alcuni minuti, perciò difficilmente quando inizia un’attività o un gioco lo porta a termine, ma passa immediatamente ad un’altra occupazione.

 

  • Il bambino iperattivo a scuola

Senza dubbio è difficile la gestione di un bambino iperattivo  a scuola: qui le insegnanti riporteranno che fatica a rimanere seduto al posto, oppure che si dondola spesso sulla sedia, si distrae con qualsiasi oggetto e non porta a termine quanto richiestogli, se non con continui solleciti e la presenza di una figura adulta accanto.

Le difficoltà di attenzione del bambino iperattivo interferiscono con il suo apprendimento, ostacolandolo o comunque inevitabilmente rallentandolo. Perciò capita che in alcune situazioni sia difficile comprendere quanto ci sia innanzitutto un’iperattività che interferisce con le capacità di apprendimento o quanto ci sia un disturbo dell’apprendimento (dislessia, disortografia…) che causa di conseguenza distraibilità e tendenza ad evitare il compito perché vissuto come troppo difficile.

  • Il bambino iperattivo a casa

A casa  i genitori spesso si trovano in difficoltà nel gestire il proprio bambino iperattivo, perché si scontrano con un’enorme fatica nel fargli rispettare e mantenere le regole oppure diventa un’impresa farlo rimanere a tavola fermo per più di 5 minuti.

È così che spesso si innescano delle dinamiche conflittuali tra il genitore e il figlio iperattivo che non fanno altro che aumentare il clima di tensione e di nervosismo in famiglia. I genitori possono, quindi, sperimentare un forte senso di frustrazione, derivante da un vissuto di impotenza e di incapacità di gestione e relazione con il proprio bambino che risulta anche difficile calmare e tranquillizzare.

  • Cosa fare?

Innanzitutto è fondamentale sapere che i disturbi dell’attenzione e dell’iperattività non sono determinati da deficit intellettivi, anzi, il bimbo iperattivo è molto sveglio, intelligente ed acuto; piuttosto sono la manifestazione di un malessere psicologico ed emotivo che riguarda la sfera dell’affettività.
Perciò bisogna individuare quali sono le cause della sua inquietudine interiore ed evitare quelle situazioni che gli creano tensione.

I genitori rappresentano il primo strumento di aiuto per il bambino iperattivo, perciò possono rivolgersi ad uno psicologo per seguirne i consigli ed essere aiutati a trovare la strada giusta per comportarsi con il proprio figlio e farlo star meglio.

Ad esempio, nei momenti di maggior agitazione il bambino necessita di essere “contenuto”, perciò, anche se difficile e faticoso, i genitori dovrebbero mantenere la calma e restituirgli uno stato di tranquillità e serenità, facendogli capire che riescono a tollerare la sua tensione e che sono lì con lui nell’affrontarla insieme. Per quanto riguarda l’attenzione, invece, può essere utile individuare quali sono i punti di forza e le aree in cui è più capace per far sì che questi compensino quelle più carenti.

Ad esempio, se si scopre che il bambino fatica ad astrarre, ad andare aldilà del concetto concreto, ci si può avvalere di immagini che stimolino la sua attenzione e consentano una maggior concentrazione.

Il bambino iperattivo va aiutato nella comprensione del perché sia importante fare una cosa piuttosto che un’altra e va anche accompagnato nella scoperta dei propri desideri e paure e nella conoscenza delle proprie emozioni e stati d’animo, così che possa imparare nuove strategie di autocontrollo e autoregolazione.


Dott.ssa Francesca Limonta
Psicologa Psicoterapeuta
Centro Psicologia Bergamo
www.centropsicologiabergamo.it

 

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