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Domanda e risposta sull'allattamento materno

allattamentoUna mamma preoccupata alle prese con la sua bimba di quasi 10 mesi che vuole sempre il latte materno, ecco come risponde il professor Mangani


Domanda:

Salve,
vorrei chiedere il Suo parere in merito alla situazione che stiamo vivendo.

Mi spiego, ho una bimba di quasi 10 mesi, allattata al seno...così bene che ancora adesso faccio fatica con le pappe...Il problema che  mi preme risolvere è che riesce ad addormentarsi ed a continuare a dormire solo poppando, così frequentemente  che per lei la situazione ideale sarebbe stare direttamente attaccata tutta la notte. Inutile dire che dorme a questo punto nel lettone.

Il problema si è ulteriormente aggravato quando da  2 settimane sono rientrara a lavoro e Vittoria sta 3 giorni dai miei genitori e 2 giorni dai miei suoceri.
Da loro non riesce a fare il suo sonnellino pomeridiano  e se lo fa non resta addormentata per più di 30 minuti, il risultato è che arriva ad un punto  in cui è molto molto stanca e non si riesce a calmare il suo pianto. Di conseguenza poi è talmente spossata che salta anche la cena.

Mi rendo conto che sta vivendo un grande cambiamento con la novità delle giornate dai nonni (dove nonostante tutto sta comunque ben volentieri ed è sempre contentissima quando la portiamo) ma che siamo anche incappati in un circolo vizioso nel senso che siccome sono meno presente ha più bisogno di poppare quando stiamo insieme...ma che proprio questo comporta grandi svantaggi, sia da un punto di vista di alimentazione, che di approccio al sonno. Inoltre vorrei, verso il compimento del suo primo anno, smettere di allattarla perchè mi sembra già così grande.

I nonni non sanno come gestire questa situazione e mi stanno proponendo varie soluzioni tipo: di non portarla via dal suo ambiente domestico ma di venire loro da noi così che la bimba sia meno spiazzata vedendo i suoi giochi e la sua cameretta...però non penso che dormirebbe comunque, oppure mi dico di spezzare le 6 ore di lavoro che faccio dalle 08.30 alle 14.30 e di andare a trovarla...però il risultato è che popperebbe ancora di più...insomma è una gran confusione....

Gradirei un Suo consiglio.
Cordiali saluti,
Alessandra


Risposta

Il divezzamento è sicuramente una delle fasi più delicate della crescita del bambino ed è bene tenere presente che ognuno la vive in maniera diversa; non ci sono regole standard.

Certamente il fatto che ad un anno la sua bambina richieda ancora molto spesso il seno materno, senza interruzione notturna, costituisce un importante fattore di stress per tutta la famiglia, anche se sicuramente non è una cosa preoccupante: è fondamentale ricordare che il seno per i bambini piccoli non rappresenta esclusivamente un oggetto da cui trarre alimentazione, ma anche  benessere psicologico dato che è fortemente rassicurante.

Un primo tentativo da fare per eliminare l'allattamento materno è il "fading", proporre cioè alla bimba il seno soltanto in determinati momenti del giorno, regolati secondo le esigenze dei genitori.
L'importante è che la piccola si renda conto di non essere lei a "comandare";inizialmente non sarà affatto facile e sarà necessario armarsi di grande pazienza per sopportare le bizze che inevitabilmente scoppieranno.
Anche a costo di apparire eccessivamente duri, fuori dai momenti stabiliti il seno non dovrà essere dato.

Per quanto riguarda la proposta di pappe per il divezzamento, questa deve avenire cercando di presentare la novità nella maniera più allettante possibile.
E' necessario ricordare che l'introduzione di nuovi alimenti non è particolarmente piacevole per il bambino sia perché deve abituarsi a nuovi sapori, sia perché viene meno il contatto intimo con la madre.

Il momento della pappa deve quindi essere stimolante ed avvenire in ambiente rassicurante, per cui la proposta dei nonni di lasciare la bimba nella propria abitazione mi sembra da prendere in seria considerazione.
Sarebbe opportuno inoltre coinvolgere la piccola nella preparazione della pappa, facendola assistere e magari lasciandole manipolare gli ingredienti in modo che possa prendere confidenza con la novità.

Una volta pronta, chi somministra il cibo deve armarsi di molta pazienza e rendere il più possibile divertente il momento, magari cantando canzoncine, raccontando fiabe o mettendo in atto stratagemmi di vario genere (fare l'aeroplanino con il cucchiaino...).
Uno stereo con canzoni per bambini tenuto in sottofondo può aiutare.

Nel caso in cui il rifiuto continui a persistere sarebbe opportuno provare a variare gli ingredienti della pappa, cercando un sapore più gradito dalla bimba.
Il consiglio più importante in questo senso è quello di evitare le pappe pronte, anche se ciò comporta più tempo nella preparazione.
In commercio si trovano ottimi "robot" con i quali è possibile omogeneizzare carne fresca e verdure di stagione e devo dire, per esperienza personale, che il cibo preparato con ingredienti freschi e di gran lunga più gradito.

L'idea di interrompere il lavoro per recarsi dalla bambina non la prenderei molto in considerazione poiché rischierebbe di rinforzare il comportamento di rifiuto della pappa (se non mangio arriva la mamma...).

Con un pò di pazienza il problema dovrebbe risolversi, l'importante è non trasmettere ansia alla bambina e soprattutto rispettare gli orari che si è deciso di stabilire.

Massimo Mangani

 

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